All'inizio di aprile quando Sylvester Stallone iniziò a girare il primo episodio di "The Expendables", appena arrivato chiese di incontrare, Rodrigo Minotauro Nogueira, lottatore MMA. Sly ha mandato un'auto a prendere Rodrigo e suo fratello Rogério, per portarli a Mangaratiba, una piccola città a un'ora da Rio, dove si stavano girando la maggior parte delle scene del film. Sly conosce bene l'ambiente delle MMa. Sapeva di rodrigo e perfino chi era Rogério, come Sherdog.
Dopo aver finito ogni scena, Sly andava a parlare con loro di MMA. Dopodiché fu invitato a un evento di MMA, che fu deciso di fare appositamente per lui dopo due settimane. Sly rispose che non poteva stare fino a quel giorno, allora i gemelli decisero di organizzare in 24 ore un evento per ricevere l'invitato speciale. Sly fu un vero gentiluomo, e un grande fan delle MMA.
Dovettero trovare in 24 ore i lottatori, e non è stata una cosa molto semplice, anzi fu la parte più difficile. Ci sono molti ragazzi duri che desiderano lottare in Brasile, e la cosa più difficile in assoluto fu di mantenere quest'evento in gran segreto, perché se lo venisse a sapere la stampa erano guai. Durante l'organizzazione dell'evento nessuno sapeva che Sly era invitato e doveva essere presente.
Quel sabato Sly e Jason arrivarono al centro di allenamento dei Nogueira, da Vitor Belfort, Anderson Silva e Wallid Ismail. Dopo una conversazione nella quale Sly ha dimostrato la sua ammirazione per Anderson e Minotauro, il commentatore Olivar Leite ha chiamato gli otto lottatori, per i quattro incontri previsti. Quando i lottatori si resero conto che Sly fosse li presente all'evento, si emozionarono molto.
I quattro combattimenti furono interessantissimi, finiti alcuni in resa e kock out.
In quel periodo Stallone stava facendo un documentario in Brasile e ha portato con se tre cameraman affinché riprendessero gli incontri. Verso le ore 11 di quel sabato, Sly è andato via, molto emozionato dopo aver conosciuto di persona alcuni lottatori di MMA, che gli sono serviti d'ispirazione.
Rodrigo e i lottatori hanno condiviso unanimamente che Sylvester Stallone ha ispirato tutti i lottatori.
Rodrigo emozionato dichiara : "Ho sempre ammirato Stallone e non avrei potuto mai immaginare che un giorno avrei ricevuto, l'autentico Rocky, a casa mia. Per me questo è un momento indimenticabile".
Dopo la fine dell'evento organizzato per Sly, fu intervistato.
Vitor Belfort: Quando ho iniziato la mia carriera, molte persone mi domandavo da dove prendevo ispirazione e io rispondevo loro dal tuo film. "Rocky". Mi sono sempre chiesto a chi ti fossi ispirato per creare la figura di Rocky balboa.
Sylvester Stallone: Credo che per tutti, non importa ciò che si fa nella vita, la vita sia una lotta. di fatto, la vita è come una corsa o una lotta, per questo motivo la gente ama le lotte e la velocità: è qualcosa di psicologico. Molte persone in tutto il mondo si sentono frustrate al pensiero di non poter fare ciò che gli piacerebbe fare. Io avevo di un'idea interessante da trasformare in un film. Per prima cosa ho pensato a un uomo che lavorava come agricoltore, ma l'idea non era molto interessante. Poi ho pensato a un personaggio che rappresentasse tutti gli uomini: un lottatore, non un buon lottatore, un lottatore che sarebbe mai stato il migliore, ma che avrebbe potuto combattere contro il migliore, che avrebbe potuto sfidare i migliori e dare il meglio di se, anche non vincendo sempre. I suoi valori dovevano essere diversi da quelli dei campioni. Quest'uomo sa solo che vuole farlo, è orgoglioso di farlo al meglio e questo è tutto.
V.B. : Così è questo il grande segreto del successo di Rocky?
Sylvester Stallone:
Il motivo del successo di Rocky, non stato il Pugilato, l'esercizio o sua moglie, perché quando conosce sua moglie si rende conto di ciò che gli manca nella vita e comincia a vivere per qualcosa che va oltre il Pugilato e i combattimenti. E' la stessa cosa che fai tu, che non lotti solo per la vittoria, ma lotti per i tuoi figli e per la tua famiglia. Ci sono molte altre cose oltre a te e questa é la parte interessante della storia.
V.B. : Sei considerato uno dei personaggi responsabili del boom di popolarità del Pugilato. Pensi di fare qualcosa di simile con le MMA, qualcosa come un nuovo Rocky nelle MMA?
Sylvester Stallone :
Credo che non potrei mai farlo proprio a causa di Rocky, ma mi piacerebbe dirigere un film su questo tema. La verità è che ci abbiamo già pensato. Ci sono persone che mi hanno domandato, se mi piacerebbe interpretare la "Macchina da Guerra" (Mark Kerr), a cui ho risposto : "Interpretare la Macchina da Guerra? Per prima cosa ormai sono vecchio. Poi, mi sento molto più simile a Rocky, per cui dobbiamo pensare a qualcos'altro".
V.B. : Come vedi la crescita delle MMA?
Sylvester Stallone :
Come molti altri pensavo che fosse una moda, che non durasse, come il Full Contact, Karate, il Wrestling, la Muay Thai.....ma quando sono diventato uno spettatore abituale ho pensato : "Mio Dio, è davvero molto difficile!". Poi i lottatori hanno iniziato a essere molto più sofisticati, E' molto difficile lottare contro un gigante dentro una gabbia! Vi sono molte abilità diverse in gioco. Quindi ho pensato : "Questo si che è un vero sport ed è incredibile!" Oggigiorno mi piacciono sia i combattimenti di MMA che quelli di Pugilato.
V.B. : Quale è stato il combattimento di MMAche ti è piaciuto di più?
Sylvester Stallone :
Il combattimento tra Forrest Griffin e Rampage ( UFC 86 ) e mi è piaciuto vedere anche Shogun battere Liddell. Ciò che amo di questo sport è che il livello e così alto che non sai mai chi potrebbe vincere. Il lottatore potrebbe aver avuto una brutta serata e vincere lo stesso. Tutto è così rapido che non si può togliere lo sguardo dall'avversario. La platea è così vicina che il lottatore può sentire tutto, le cose buone e le cose cattive, e ciò può anche danneggiare il suo stato d'animo. V.B. : Ti chiediamo un consiglio da dare a un lottatore. Che cosa gli diresti?
Tra i gioielli meno conosciuti del piccolo Drago c'è questo capitolo della serie Longstreet, che ci serve oggi da un punto di partenza per comprendere di più il suo elevato livello tecnico. E' un capitolo pieno di insegnamenti che trascendono il vero sviluppo argomentativo e acquisiscono valore proprio nel copione. La figura di Bruce Lee prende possesso dl centro del discorso e gli offre una profondità straordinaria e quasi completamente estemporanea in una serie di quei tempi.
Essere all'avanguardia consiste nell'anticipare nell'anticipare il futuro, indicando la direzione del divenire. L'avanguardia perdura è quella che gestisce la conoscenza del passato e la rifocalizza con la luce del presente. Bruce Lee fu un uomo " avanguardista" in molte cose: L'allenamento con i pesi e le macchine, lo studio libero di vari stili, il sincretismi, il pragmatismo, ecc.......
Ma fu anche aver dato spazio a quel passato classico e averlo ripresentato adattato alla modernità. Il contenuto del capitolo di Longstreet ci serve, come scusa per avvicinarci alla filosofia e agli insegnamenti del piccolo Drago, fa trasparire chiaramente la formazione classica di Bruce Lee. Più Taoista che confuciana, Bruce amò la fluidità e il concetto del vuoto e la semplicità al di sopra di tutte le virtù.
In questo capitolo diede una lezione magistrale non solo sulle Arti Marziali, ma anche sulla via del guerriero come qualcosa di superiore, indispensabile e trascendente al combattimento in sé. In una magnifica analisi penetriamo nei segreti nei segreti di questo capitolo e lo riporta in luce per gli amanti delle arti marziali.
Linda Lee: Il primo episodio di Longstreet, "il cammino del pugno intercettore" di Bruce, arrivò sugli schermi televisivi americani provocando in'impatto impressionante. Ebbe un debutto con i risultati così buoni che i produttori della serie decisero di mandarlo negli orari di massima audience. Bruce, grazie all'acuto copione di Stirling (allievio sceneggiatore), ebbe non solo l'opportunità di dimostrare l'efficacia mortale del Kung Fu, ma fu inoltre in grado di plasmare alcuni dei principi filosofici che stanno alla base della sua arte.
Bruce Lee: " Era una serie intitolata Longstreet, nella quale io avevo il ruolo di un istruttore di Pugilato Cinese che preparava un cieco ad affrontare un combattimento da strada molto importante.
James Franciscus faceva il ruolo del protagonista cieco e io avevo un copione meraviglioso scritto da Stirling Silliphant. Mi scrisse un monologo stupendo, volete sentirlo? Ascoltate....." Dopo aver detto questo, Lee adotta uno sguardo perso e tutti presenti tacciono e ascoltano....
E' un grande attore.
"Ascolta, non puoi vedere, ma puoi sentire. Il vento...ascolta gli uccelli, li senti? Devi trasformarti in vento. Svuota la tua mente. Sai in che modo l'acqua riempie una tazza? Si trasforma in tazza. Devi essere pronto. Non devi pensare a niente. Devi diventare fluido. Devi diventare niente".
Nel 1973, dopo il film: "Karate a morte a Bangkok", il pubblico televisivo rimase ipnotizzato dal l'influsso del "Drago". Bruce con il suo metodo , il Jeet Kune Do "L'arte di Bruce Lee", aprì le porte delle Arti Marziali al pubblico occidentale. Bruce diede alcune chiavi del suo metodo, ma nessuno dei suoi numerosi allievi famosi e non, secondo me possiede tutta l'arte di Bruce Lee. Non hanno altro che un tasello del puzzle. alcuni hanno dei tasselli più grandi del puzzle, e altri ne hanno più piccoli, ma nessuno gli ha tutti, perché Bruce Lee insegnò cose differenti a persone differenti e in posti differenti.
Bruce Lee aiutò ogni allievo a trovare la propria strada, in modo individuale e a seconda degli attributi di ciascuno di loro. E' indubbio che li aiutò, ma è evidente, senza voler offendere nessuno, che qualunque somiglianza tra gli allievi e il maestro è pura coincidenza.
Il cammino del pugno intercettore ( The way of the Intercepting Fist): Senza dubbio Bruce ebbe un ruolo importante e preminente, eclissando addirittura lo stesso James Franciscus. Bruce intervenne attivamente nel copione, con il suo allievo e sceneggiatore. Il primo episodio durò 90 min, e fu premiato in America come il film della settimana. In esso Mike Longstreet (il cieco), torna a casa da New Orleans, dopo aver risolto un caso come investigatore assicurativo. Mike perde la vista a casa sua , per una esplosione di una potente bomba nascosta in mezzo a dei fiori del giardino di casa sua, e nell'esplosione sua moglie perde la vita.
Mike Longstreet riceve una riabilitazione per non vedenti, per recuperare la fiducia in se stesso e per poter trovare gli assassini di sua moglie. dopo averla fatta, decide di continuare a esercitare la sua professione, nonostante non ci veda, sviluppa gli altri sensi, il che gli permette di risolvere i casi. A quel epoca non esistevano né i Video né i DVD, solamente registrazioni vocali. Un giornalista praticante di Arti Marziali registrò l'audio della puntata il 27 ottobre del 1976, questa registrazione è considerata un autentico tesoro tra i collezionisti di Bruce Lee, per un ovvio motivo, è la cosa più vicina a una lezione privata di Bruce Lee. Probabilmente questo sembrerà un pò esagerato, ma prima di giungere a conclusioni precipitose, vi prego di "svuotare la vostra tazza", per poterla riempire di nuovo....
Li Tsung : Bruce Lee (L.T.) Mike Longstreet : James Franciscus (M.L) Duke Paige : Mark Richman (D.P.) Nikke Bell : Melyn Masòn (N.B.)
M.L.: Li, voglio che mi insegni quello che hai fatto l'altra notte (Bruce Lee era accorso in suo aiuto, mettendo K.O. tre malviventi armati).
L.T.: L'ho già detto alla signorina "Bell", non posso.
M.L.: Sto svuotando la mia tazza per riempirla con il tuo tè.
L.T.: Lei è molto intelligente, ma questo non cambia niente. io credo nei sistemi, sig. Longstreet, e nemmeno nei metodi, e senza metodi né sistemi, che cosa c'è da insegnare?
M.L.: Si, ma anche tu hai dovuto imparare. Non sei nato con la capacità di sbarazzarti di tre uomini in pochi secondi.
L.T.: E' vero, ma scoprii la causa della mia ignoranza.
M.L.: Allora aiutami a trovare la mia.
Quando Mike Longstreet si rivolge a lui perché gli insegni a lottare, Bruce si mostra restio, sa che l'unico movente del suo apprendistato è la vendetta; accetta solo quando il detective parla di scoprire la causa della sua ignoranza, di trovare il cammino verso l'autoconoscenza. Le Arti Marziali sono un processo per conoscere se stessi, non per lottare con la gente, né per far del male a qualcuno e ancor meno per praticarle avendo come obbiettivo la vendetta.
In questo breve dialogo, Bruce Lee descrive perfettamente che cos'è il Jeet Kune Do, uno stile al quale rivolgersi con la "tazza" vuota, perché tutto quello che si ha imparato precedentemente non serve a niente, perché è completamente diverso dalla altre Arti Marziali. Qui non esistono metodi, né sistemi, al di sopra di tutto troviamo l'individuo, impegnato in un lungo processo di aiuto esplorazione di se stesso.
Nella seguente scena, Bruce Lee mostra uno scudo protettivo e Mike Longstreet!
L.T.: Dammi un calcio sullo stomaco, più forte che puoi!
M.L.: Ehi, un momento! Non voglio farti del male.
L.T.: Ho uno scudo protettivo.
M.L.: Bah! Colpisco in avanti, veramente?
L.T.: Si, fallo.
M.L.: Bene (boom! Mike Longstreet attacca con un calcio laterale).
L.T.: Vieni qui. Metti le mani qui, afferralo con forza. Avvicinalo, voglio che noti la differenza, perché sarà tutto il mio corpo a colpirti. Quando arriverò al tre, espira profondamente. Poi ti attaccherò.
M.L.: D'accordo
L.T.: Mettiti dietro, per favore.
M.L.: Chi è?
D.P.: Sono io, Mike, arrivo in tempo per raccogliere i tuoi pezzi.
L.T.: Sei pronto?
M.L.: Sono pronto!
L.T.: 1..2..3..Yahhhhhhhhh!
Mike Longstreet viene scaraventato per aria dalla potenza del calcio e cade a terra.
N.B.: Stai bene?
M.L.: Che cosa vi avevo detto! Questo ragazzo è una forza!
( Il cane guida di Mike Abbaia)
L.T.: Pax, zitto...zitto. Calmati è un amico.
D.P.: Sì, fantastico (Nelle sue parole c'è dell'ironia).
Come si chiama quella cosa che fa?
L.T.: In cantonese, Jeet Kune Do, il cammino del pugno intercettore.
D.P.: Il pugno intercettore, eh? (Di nuovo con un pò di ironia)
L.T.: O il piede. Andiamo mi attacchi...come vuole!
Duke Paige cerca di muoversi, rimane paralizzato dalla botta di un calcio laterale sulla rotula.
L.T.: Eihhhhhhh si rende conto? Per toccarmi si deve muovere verso di me. Il suo attacco mi offre l'opportunità di intercettarlo. in questo modo utilizzo la mia migliore arma: il colpo laterale sul punto più vicino, il suo ginocchio. Può essere paragonato a un sinistro di pugilato, ma più distruttivo.
D.P.: Chiaro, parlando del sinistro ( e cerca di sorprenderlo con un colpo, Bruce Lee anticipa con un colpo di pugno).
L.T.: Ohhhh, questa volta ho intercettato la sua tensione emozionale. Dalla mente al pungo si perde molto tempo.
D.P.: Non molto (con un pò di rabbia).
M.L.: Jajà jajà. Li mi insegnerai tutto questo.
L.T.: Io non posso insegnarvelo, io la aiuterò solo a trovare se stesso, nient'altro.
M.L.: Bene, bene, andiamo...proviamo altri colpi. Togliti di mezzo Duke, altrimenti ti becchi qualche altro colpo.
Una volta spiegata la filosofia dell'arte, bisognava la sua parte fisica, cioè la parte tecnica. Mentre in altre Arti Marziali si perde il tempo a difendere e a attaccare o viceversa, il Jeet Kune Do si basa su un semplice concetto: Attaccare e difendere in un unico movimento o, che è poi la stessa cosa, nell'intercettazione del colpo dell'avversario.
Quando si pratica da anni, sparisce la parte fisica e si intercetta l'attacco dell'avversario. Diciamo che si tratta dell'intercettazione per anticipazione, intuendo la tensione emozionale o percependo l'attacco dell'avversario, prima che questo arrivi a realizzarsi.
L.T.: Sei rigido, devi sentire il mio colpo e percepire il miom movimento. Hep, hep, Boom (Bruce esegue un calcio)
Ora avvicinati a me, muoviti, no, no, non ti muovere solo per muoverti, vieni, avvicinati girando e cercandomi con attenzione, apriti un pò di più, senti il suono del vento! Gli uccelli! Senti come cantano gli uccelli?
M.L.: Si!
L.T.: ohhh.... molto bene. Ora attacca.
Mike Longstreet sferra un attacco.
L.T.: Molto bene! Che cosa hai sentito, eh?
M.L.: Come se non avessi attaccato. E' stato il piede.
L.T.: Stupendo, fallo un'altra volta.
M.L.: Un momento....un momento, devo pensare.
L.T.: Si, devi pensare al fatto che non hai ancora capito niente.
M.L.: Prima non lo fatto?
L.T.: Che cosa credi che sia una lotta? Un colpo? Fino a che non combini tutti i tuoi movimenti senza pensarci e la tua gamba non si muove libera e non riesci a combinare il tutto, cercati una guardia del corpo o scegli di fare una vita più tranquilla. Non incolpare la tua cecità, devi ascoltare.....ascoltare..... ora non senti gli uccelli?
M.L.: No
L.T.: Perché non senti gli uccelli, non puoi sentire il tuo avversario....Dove sono?
M.L.: Lì! (Indica una posizione sbagliata) L.T.: No! I tuoi calcoli sono sbagliati!
M.L.: Io voglio imparare a lottare, non a pensare!
L.T.: Ok! Buona fortuna, Mike.
Bruce prende le sue cose e se ne va via.
M.L.: Aspetta , aspetta un momento....ma che cosa stai facendo? Perché vai via?
N.B.: E' ancora tutto intero?
L.T.: Progredisce rapidamente. L'ho lasciato solo.
N.B.: Me ne rallegro, sappi che stiamo rimanendo senza cubetti di ghiaccio! (Sorride per la battuta) Ma, sinceramente, sta imparando qualcosa oppure no?
L.T.: Se anche le hanno bruciato la casa, niente le potrà togliere la vista della luna.
N.B.: Capisco...ciao.
L.T.: Arrivederci.
Quando il praticante si fonde con l'ambiente circostante e quando corpo e mente diventano una cosa sola, si fondano. Con il tempo, tutto si semplifica, si agisce in modo cosciente, perché la tecnica è fluida quando avremo bisogno di lei, senza la necessità di pensare a quale movimento va fatto.
Il giorno successivo:
M.L.: Buon Giorno.
L.T.: Buon Giorno.
M.L.: Ascolta...mi dispiace per ieri. Ti va se continuiamo? Ora è questione di vita o di morte. Ho parlato con Jim Bolt.
L.T.: Sei andato a trovarlo?
M.L.: Ho cercato di fargli perdere il controllo, ma fino a ora non l'ha perso. devo arrivare ai ferri corti per combattere con lui.
L.T.: Hai una mente molto combattiva, Longstreet, se non imparerai a dominarla non sentirai mai il mondo esterno.
M.L.: Dimmi cosa devo fare per convincerti.
M.L.: D'accordo, allora dovrò combattere con lui con quello che so. Li, è neccessario che tu mi creda. tutto questo vale molto più dell'imparare a difendermi, è successo un paio di volte mentre mi stavi insegnando, che io..cioè ho sentito che la mia mente e il mio corpo funzionavano all'unisono. E' curioso che, imparando un'Arte Marziale del combattimento, ho sentito qualcosa di nuovo che mi ha dato pace e che ha fatto aprire la mia ostilità. E' come se bastasse conoscere il Jeet Kune Do, come se non fosse più necessario usarlo. L.T.: Sai sempre quello che devi dire?
M.L.: L'ho appena detto?
Il Jeet Kune Do è un cammino di autoconoscenza. Impari a lottare per difenderti, ma arriva un momento in cui non devi farlo, perché un grande maestro non è chi vince tutti i suoi combattimenti, ma chi è capace di vincere senza lottare....
Dopo questo, mentre si sviluppa la storia, apaiono alcune brevi scene nelle quali Bruce Lee sta praticando Chi Sao con James Franciscus.
L.T.: Dove sono i miei occhi? Attaccali!
M.L.: Che cosa?
L.T.: Attacca gli occhi! M.L.: No!
L.T.: Non ti preoccupare, ho una protezione. (Bruce Lee si mette degli occhiali simili a quelli che utilizzano i saldatori)
M.L.: Mi dispiace, non posso farlo:
L.T.: Per la tua cecità?
M.L.: Semplicemente non posso!
L.T.: Senti, l'attacco ai occhi e tra i più efficaci.
M.L.: Bene lasciamo stare questo attacco,ok?
L.T.: Gli uomini che ti hanno attaccato l'altra notte, esiterebbero a cavarti gli occhi?
M.L.: Questo è un problema loro.
L.T.: Un uccello o un gatto, lo farebbero senza pensarci.
M.L.: Non sono un uccello, e neppure un gatto, la differenza che penso io.
L.T.: Questo è il tuo problema. D'accordo, d'accordo, dimentichiamo l'attacco agli occhi. Ma riesci a sapere dove sono i miei occhi, o no? Rilassati, rilassati....( Gli mostra come sferrare un colpo di rovescio con il pugno). Questa è la frusta all'occhio. Calcio laterale. D'accordo, senti come mi muovo, ok? ora i due movimenti sono parte di uno solo. Provaci! Più rapidamente. Un pò più morbido. Bene, la tua testa e il tuo corpo non sono ancora una cosa sola.
M.L.: E' quando funzioneranno insieme!
L.T.: Fallo di nuovo!
Qui affronta una regola essenziale nel combattimento di Bruce Lee, L'unica regola è che non esistono regole. ( Il funger jab di dita o colpo con le dita diretto agli occhi), poteva risultare un colpo poco etico o poco ortodosso nel 1971, senza alcun dubbio, una tecnica di bassa lega. Lee cerca di far capire oltre ogni ragionevole dubbio che quando si tratta di sopravvivenza , non sono importanti né metodi né le tecniche che si usano , ancor di più per la strada. Trovandosi di fronte ai problemi morali Mike Longstreet, Bruce passa a mostrargli il Wu-Shin, cioè quando corpo e mente diventano una cosa sola. La mente non deve pensare: Bisogna fare quello per ottenere questo, perché mentre si pensa, si perde tempo e opportunità di difendersi. Quando si ottiene lo stato denominato da Bruce Lee, il Wu-Shin ( No mente), per poter portare a termine la tecnica adeguata al Jeet Kune Do, non solo si deve sciogliere o rilassare il corpo fisico, ma anche la mente e lo spirito, affinché la mente non sia solo agile ma anche libera...
Nell'ultima puntata della serie, Bruce Lee realizza uno strangolamento.
L.T.: Qual'è il tuo istinto?
M.L.: Pregare.
L.T.: In questa posizione non puoi usare le braccia.
M.L.: Già!
L.T.: Puoi calciarmi?
M.L.: No!
L.T.: Allora, se vuoi sopravvivere, che cosa fai? M.L.: Non lo so.
L.T.: Mordi!
M.L.: Mordere?
L.T.: Non siamo forse degli animali? Stai bene?
M.L.: Non riesco a trovare molto lì per difendermi, mordere?
L.T.: Mordere è l'attacco più efficace nella corta distanza. Ma decidere di non mordere, è un buon modo di perdere i dneti.
M.L.: Ci sono tante cose da ricordare!!!
L.T.: Se cerchi di ricordare tutto, perderai. Vuota la mente, non avere forma, come l'acqua. Se metti l'acqua in una tazza si trasforma i tazza. Se la metti in una teiera si trasforma in una teiera. L'acqua può fluire o può strisciare o gocciolare o schiantarsi. Sii acqua, amico mio!!!
M.L.: Perché non mi metto semplicemente davanti a Bolt e glielo dico? Magari sviene dallo spavento.
L.T.: Quando accadrà?
M.L.: Domani.
L.T.: Lo so.
M.L.: Come tutti, tu vuoi solo imparare a vincere. ma non accetti il modo di perdere. Accettare la sconfitta, imparare a morire e liberarsi dalla morte, perciò, quando arriva il momento devi liberare la tua mente e imparare l'arte di morire. arrivederci Mike!
Il Jeet Kune Do, si deve sviluppare in una maniera spontanea e naturale, come cresce un fiore, in una mente libera di emozioni e di desideri.
debe essere in grado di adattarsi a qualunque circostanza e a qualunque situazione
, la tecnica è lì e quando è necessaria, fluirà in modo naturale.....
Il giorno dopo Mike Longstreet affronta Jim Bolt e questi lo bastona sonoramente, quando sta per perdere conscienza, ricorda le parole di Li, si rilassa e mette in pratica quanto ha imparato, battendo il suo rivale. Quando gli chiedono come ci sia riuscito, risponde: Bevendo tè, in una tazza vuota....
Se cerchi di ricordare tutto, perderai. Vuota la mente, non avere forma, come l'acqua.
Se metti l'acqua in una tazza si trasforma i tazza.
Se la metti in una teiera si trasforma in una teiera.
L'acqua può fluire o può strisciare o gocciolare o schiantarsi.
Martín Fernández RincónCopyright 2000, All rights reserved ; Tratto da BUDO International - Nº 38 FEBBRAIO 2001Budo International: Può parlarci di come ha affrontato la pratica del Karate dopo la sua malattia? Taiji Kase: Una volta superata la parte peggiore della rianimazione dall'infarto, i dottori mi disseroche avevo accumulato molta acqua nei polmoni. E loro non si spiegavano il fatto, perché sostenevano che un evento del genere doveva essere accaduto nel corso di molti anni e che, senzadubbio, l'avrei dovuto notare: tuttavia io non avevo mai avuto problemi di salute. Quanto al mio recupero, fu molto importante ricordare l'esperienza di Yoshitaka Funakoshi, il quale, anche se malato e a letto per la maggior parte delle giornate, quando giungeva la notte si metteva il Karate-gi e diveniva forte e dinamico come se non avesse niente. Perciò, durante il periodo del mio recupero, tenendo ben presente quest'esperienza, decisi di accettare la sfida di dimostrare che con il Karate si possono superare molti problemi, anche quelli di salute. Tutto questo, nonostante il fattoche i dottori mi raccomandassero di smettere con la pratica e l'insegnamento del Karate e diabbandonarlo completamente. Durante la mia convalescenza ricordai anche l'esperienza di Sensei Egami, un altro dei miei Seniors dal quale ricevetti lezione.
Anche Sensei Egami fu molto malato edovette sottoporsi a vari interventi chirurgici e, tra le altre cose, respirava con grande difficoltà. Tuttavia, quando dava lezioni con il suo aiutante il Sensei Takagi, Egami recuperava le forzerespirando in maniera particolare per alcuni istanti e poi diceva: "Ok, adesso posso iniziare ad insegnarvi" e si lasciava attaccare, eseguendo delle difese e dei contrattacchi molto rapidi e, soprattutto, molto contundenti. Poi tornava a respirare ancora male e, così si fermava un attimo...recuperava le forze e diceva: "Ok, adesso vi insegno come si esegue uno Tsuki", si posizionava efaceva un Tsuki magnifico. È per questo che decisi d'imparare dai miei Seniors e mettermi alla prova come loro avevano fatto, vale a dire che, anche se non potevo stare sempre bene, potevo concentrare il potere per brevi periodi di tempo, per poi recuperare e così via. B.I.:
Quali furono i suoi maestri di Karate dai quali ricevette lezioni? T.K.: Eravamo membri dello Shotokan-Dojo ed ufficialmente lo Shihan (Maestro di più alto grado) era Funakoshi Gichin ed il secondo Shihan Funakoshi Yoshitaka (suo figlio). Un altro degli istruttori da cui ho ricevuto lezione, è stato Hironishi Genshin. L'Università, inoltre, invitava unavolta alla settimana, ufficialmente, differenti istruttori come: Funakoshi Gichin, Yoshitaka, Hironishi, Kawata, Okuyama, Hayashi, Uemura, Kubota ed altri. Pertanto, l'insegnamento che ho ricevuto non è come normalmente s'intende, bensì sono e siamo stati influenzati da vari istruttori.Per lo meno, una volta la settimana avevamo un istruttore invitato dall'Università di Senshu.B.I.: Ci ha parlato molto di Sensei Okuyama Tadao, il quale, così abbiamo inteso, era ed è una persona molto speciale. Ci parli di lui e del perché lo stima tanto. T.K.: Per parlare di Sensei Okuyama risalirò a quando le cinque Università di Shotokan svolgevanogli esami di DAN congiuntamente. In questi esami si realizzavano Kata, Kihon e Kihon-Kumite egli istruttori Seniors davano i loro punteggi per qualificarli. Gli aspiranti all'esame eseguivano Kumite tra loro, ma dopo la prova era abitudine che qualcuno dei Seniors realizzasse lo stesso esercizio con gli aspiranti. In quell'occasione apparve Sensei Okuyama ed ho un ricordoimpressionante di lui, perché attaccava con più velocità e contundenza degli altri e noi aspiranti non potevamo nemmeno reagire, non avevamo modo di difendersi, quando volevamo farlo, ce lo trovavamo già addosso con un pugno al volto. E tutti rimanevano allucinati dalla sua impressionante bravura. Ah, circa gli esami di DAN, al termine della 2ª Guerra Mondiale, i primi asostenere l'esame di SANDAN (3° Dan) fummo Shimamura, Jotaru Takagi ed io. Durante questa prova Motokuni Sugiura, che oggi giorno è Istruttore Capo della J.K.A./World Federation, fupromosso a SHODAN (1° Dan).B.I.: Può spiegare ai lettori perché Yoshitaka Funakoshi influì tanto sull'evoluzione del Karate Shotokan? T.K.: Quando iniziai la pratica del Karate, i nostri Seniors ci spiegavano che Sensei Funakoshi Gichin era il pioniere del Karate. Ma ci dicevano anche che la grande evoluzione, rivoluzione esviluppo dello stesso era stato portato a termine da suo figlio Yoshitaka: fu lui a realizzare un Karate più rapido, più forte e dinamico. Sensei Yoshitaka cercava la realtà, l'efficacia, il provare seriamente le tecniche funzionassero contro gli attacchi. Ma la cosa importante che si devecomprendere è che la grande evoluzione del Karate che portò Sensei Funakoshi Gichin di Okinawafino al Karate che realizzava Sensei Yoshitaka, fu possibile grazie al concetto di O-Waza (tecnica dilunga distanza), con la massima velocità e potenza.
Tuttavia non dobbiamo fermarci a questoconcetto, perché la cosa realmente importante è dominare l'O-waza per arrivare ad essere efficacinello Ko-waza (tecnica di corta distanza). Lo stesso Gichin Funakoshi giunse ad affermare che ilSeite (quando un braccio difende e l'altro contrattacca) è importante, ma lo è ancor di più il lavorodi Hente (difesa e contrattacco con lo stesso braccio) e l'Hente è direttamente collegato alla praticadi Ko-Waza. Per quanto precedentemente esposto, diviene particolarmente importante comprendere il concetto diO-Waza e come fu storicamente. Immaginiamo che la realizzazione di un Tsuki su una distanza di un metro impiegasse un tempo "X".
In sostanza, quello che faceva Sensei Yoshitaka era aumentarela progressivamente distanza, per esempio due o tre metri, tentando di impiegare lo stesso tempo, per ottenere dunque molta più efficacia: da lì sorse l'importanza della posizione di Fudo-Dachi. Neitempi di guerra, gli antichi Samurai davano molta importanza ai movimenti realizzati in Ko-Waza cercando l'immediatezza dell'azione, perché ci si giocava la vita nella distanza corta. Poi, in tempodi pace, aumentarono progressivamente i percorsi delle tecniche, centrandosi più sul lavoro di OWaza, come sistema di allenamento. Per esempio, nel Kendo si realizzavano tecniche di ampiopercorso con il fine di sviluppare maggiormente gli arti e fortificare il corpo, ossia comeallenamento. Tuttavia, questo sistema di allenamento ben utilizzato serve per preparare la muscolatura per poi poter praticare in Ko-Waza con efficacia. Quanto al lavoro delle posizioni, laspecialità di Funakoshi (padre) era il Kiba-Dachi. Yoshitaka lo osservò molto e dal frutto delle suesperimentazioni nacque la posizione di Fudo-Dachi, in quanto lui basava il suo metodo sulle tecniche esplosive e di lungo percorso. Per questo motivo creò la posizione di Fudo-Dachi: perchéquesto tipo di tecniche realizzate da posizioni come Zenkutsu-Dachi perdono gran parte della loroefficacia. La stessa cosa accade con i differenti tipi di spostamenti, da Fudo-Dachi possiamo spostarci e cambiare di direzione con la massima velocità e stabilità, il che non accade con altreposizioni. Un esempio chiaro della ricerca di maggior distanza e profondità nelle avanzate di unTsuki lo abbiamo nella sequenza tecnica di: "Fumi Komi-Soe Ashi ; Gedan Tsuki- Soto Uke" delKata Empi.B.I.: Quando vide Yoshitaka Funakoshi per la prima volta? T.K.: Accadde nel lontano 1944. Anche se le lezioni per principianti erano solitamente impartite da Sensei Hironishi, un giorno la lezione fu diretta da un Sensei differente, che io non conoscevo equando domandai chi fosse, mi dissero che era Waka Sensei (il giovane Sensei), figlio di GichinFunakoshi. In questa lezione, Yoshitaka Sensei c'insegnò come realizzare il Mae-Geri adagio esenza abbassare la gamba per poi realizzare lo Yoko-geri e senza raccogliere lo Yoko-Geri fare inultimo il Mawashi-Geri. Di seguito ci disse: "Adesso vi mostrerò come lo facciamo normalmente" e sferrò i tre calci tanto rapidamente e con tanta forza che ancora mi sembra di vedere la luce bianca dei pantaloni del Karate-gi ed un rumore secco, come quello di una tempesta: tutti rimanemmo impressionati.
Dall'altra parte c'erano i Samurai ed alcuni di essi sperimentarono che, se invece di utilizzare la forza muscolare delle spalle, si utilizzava una stabilità più puntata verso il basso, cioè verso l'Hara, le tecniche divenivano più efficaci e con più possibilità di successo. E dato che già esistevano il Kendo, il Ju-Jutsu, ecc. in Giappone come Arti del Budo, poco a poco si seguì questo cammino anche nel Karatedo. Perciò, si utilizzò la respirazione in questo modo: comprimere l'aria verso l'Hara, mantenerla lì compressa ed utilizzare quest'energia extra come forza esplosiva per la realizzazione delle tecniche. Respirando correttamente verso l'Hara e facendo questa compressione, potremmo generare una forza esplosiva indipendentemente dalla tecnica, per esempio nel Sambon-Tsuki, nel Sandan-Tsukio negli esercizi in Hente (tecniche concatenate con lo stesso braccio), le quali non si potrebberorealizzare con efficacia con una respirazione a livello del petto, né con la forza muscolare delle spalle.
La massima efficacia è possibile solo con la forza esplosiva che genera la respirazione, la stabilizzazione e la compressione nell'Hara. B.I.: In alcune occasioni ci ha parlato di concetti importanti e, a sua volta, sconosciuti, come il TOATE. Può darci una semplice spiegazione di cosa sia? T.K.: TOATE significa toccare senza toccare fisicamente, un esempio per avvicinarsi a questa capacità è quando blocchiamo l'attaccante in maniera contundente e con molta energia, all'inizio degli attacchi e per molte volte, ripetizioni dopo ripetizioni, con grande concentrazione e con lar espirazione adeguata. Poi in una di queste ripetizioni non riusciamo a bloccarlo, ma lui percepisce invece la sensazione d'essere stato bloccato e non attacca, rimane indeciso. Questo è un esempio diciò che si definisce TOATE: oltre a questo c'è molto di più da dire e solamente pochissimi Maestri,come Sensei Egami o Yoshitaka, arrivarono ad approfondire questo aspetto. Ad un livello molto superiore, in alcune occasioni, ci è stato raccontato che nell'antichità alcuni Maestri di Budo o Samurai erano capaci di paralizzare piccoli uccelli o pipistrelli senza toccarli.
Semplicemente dirigevano la loro intenzione verso questi animaletti e concentrando il loro sguardo, la loro respirazione o il Kiai, riuscivano a paralizzarli per alcuni istanti, il tempo sufficiente per poterli infilzare con la loro lancia. B.I.: Secondo Lei, quali aspetti della pratica del Budo sono di grande rilevanza? T.K.: Uno degli aspetti più importanti nella pratica di qualsiasi Arte del Budo sono le ripetizioni di tecniche o di combinazioni. Ma queste non devono essere realizzate con qualsiasi forma: per esempio quando qualcuno ripete molte volte una determinata tecnica o movimento, come 500 -1000 o 10.000 ripetizioni di TSUKI (colpo diretto di pugno), deve guardarsi dentro e percepire le proprie sensazioni, perché probabilmente solo due o tre dei Tsuki realizzati sono stati eseguiti correttamente (velocità, potenza, posizione), ossia efficacemente.
E solo queste due o tre ripetizioni sono importanti, ossia quelle che devono essere ricordate. Perciò, bisogna essere molto recettivi persentire il momento in cui l'esercizio è riuscito bene, guardarsi dentro e registrare quella sensazione nella mente e nel corpo. Poi ci si deve domandare: per quale motivo questa volta mi è riuscito meglio delle altre? E questo è il salto dal quantitativo (quantità) al qualitativo (qualità): questa è lacosa veramente importante nel processo di apprendimento - come passare da un livello all'altro. La prossima volta che praticherai quella od un'altra tecnica, dovrai provare a ricordare quelle stesse sensazioni, affinché in altre occasioni le tecniche vengano eseguite in sintonia con esse. In questo modo, nella migliore delle ipotesi, occorreranno solo 100 ripetizioni per eseguirne due o tre correttamente.
E così, ogni volta si progredirà più rapidamente e potremo trasferire le sensazioni corrette ad un maggior numero di tecniche. Questa è una delle chiavi per progredire, ma non si deve per 30,40 o 50 anni fare sempre lo stesso tipo di allenamento, migliaia di ripetizioni senza percepireo rendersi conto di quel che sta succedendo dentro il nostro corpo, senza migliorare la qualità delle nostre tecniche e confidando esclusivamente sulle ripetizioni. Questo non è sufficiente, bisogna cercare qual è stata la tecnica corretta, come la si è percepita e lavorare con quella sensazione. B.I.: Lei crede che il Karate-do o il Budo in generale abbiano delle componenti misteriose o raggiungibili solo da pochi eletti? T.K.: No, la realtà è che nella pratica corretta del Budo bisogna percorrere un cammino molto lungo, nel quale io stesso sono arrivato a molti traguardi, mentre sento di esserne vicino ad altri, li avverto, ma non li ho ancora raggiunti.
Per questo motivo, qualsiasi persona può avanzare nel Budo,sempre e solo se segue il cammino corretto per passare da un livello a quello successivo. Questo è ciò che realmente fa la differenza tra un certo tipo di praticanti ed un altro. Quindi, la cosa davveroimportante non sono gli anni di pratica, ma la pratica corretta durante questi anni. Questa è l'unico modo di progredire verso un Karate più avanzato. Perciò, quando mi domandano perché si pratichino tante tecniche di attacco, tante volte e con sempre più forza, rispondo che il motivo è perché sperimentare le sensazioni negli attacchi e cercare sempre più contundenza, ci permette direndere le nostre difese sempre più forti. Questo è dovuto al fatto che, quando riusciamo ad effettuare un attacco più forte, nello stesso momento e con sincerità dobbiamo domandarci se possiamo bloccare un attacco così rapido e contundente. B.I.:
Per concludere, che consiglio darebbe a tutti i karateka? T.K.: Il mio consiglio per i praticanti di Karate-do è molto semplice. Devono prestare molta attenzione a quello che disse Gichin Funakoshi: "Karate Ni Sente Nashi" (nel Karate non esiste il primo attacco) e questo concetto deve essere profondamente compreso, sia a livello mentale che tecnico. Si deve far sì che il possibile aggressore comprenda mentalmente che è meglio per lui non attaccare, deve sentirlo ed accettarlo. Questo è il vero senso della massima "Karate Ni Sente Nashi"- che l'avversario desista dal suo primo attacco.
In una società che li tratta come bambini, sport - e le arti marziali in particolare - offrono un modo per esprimere la forza e indipendenza.Ci sono 3.500 le donne in Iran ufficialmente registrate come addestramento per diventare ninja, secondo statale Press TV. La rete ha prodotto un eccezionale reportage campy sulla nuova tendenza - sì, quello è Michael Bay-style musica corale si sente nel corso degli slow-motion scene d'azione - e qualche controversia se gli esperti ninjutsu è anche una vera e propria arte marziale.Le scuole moderne di antichi ninja del Giappone non è emersa fino al 1970, e le loro classi assomigliano molto jujutsu più acrobazie più stelle da lancio.Ma le donne nel video sembrano prenderla molto seriamente, e questo è il punto.
Guardando l?immagine qui sopra, se si guarda oltre le tigrato costumi e over-the-top di produzione, è possibile scorgere il self-empowerment di queste donne in una società che cerca di derubarli del potere, e forse cominciano a capire perché ninjutsu , e l'atletica in generale, sono diventati così popolari con le donne iraniane. Le leggi e le pratiche ufficiali pongono limiti Iran enormi sulle sue donne. Esse sono considerate inferiori agli uomini in quasi tutte le questioni legali, in particolare diritto di famiglia, quali il matrimonio o la custodia dei figli, e la loro testimonianza è ufficialmente pari alla metà di un uomo. Abbigliamento restrizioni e le leggi di segregazione feroci emarginare le donne nel settore pubblico, la partecipazione a società difficile e doloroso. Quelli che tentano in ogni caso sono spesso scelti per le molestie e la punizione. Ma il regime iraniano di 33 anni ricerca per rendere le donne iraniane debole e indifeso, per costringerli a infantile sottomissione, non è riuscita. Anche se in Occidente spesso li percepiscono in questo modo perché l'hijab e il chador sono tutto ciò che vediamo in superficie, le donne in Iran sono più forti collettivamente e individualmente più decisa rispetto alla Repubblica islamica vorrebbe farci credere. Dopo tutto, le sue leggi e restrizioni non sarebbe necessario se le donne iraniane erano impotenti come i leader religiosi sperato.
E 'proprio perché le donne iraniane fare esercitare il potere nella loro società e le case che i dirigenti reazionari del paese si sentono costretti ad uno squilibrio del campo di gioco, a varare leggi che assumono che la dignità e l'influenza di distanza. E uno dei luoghi in cui il loro fallimento diventa chiaro è nell'arena sorprendentemente vibrante di sport femminile. I primi due donne musulmane alla vetta del Monte Everest, nel 2005, erano entrambi iraniano , un designer di dentista e graphic cui spedizione avevano sofferto le condizioni eccezionalmente cattive e lesioni gravi. Nel 2004, un gruppo di donne iraniane iniziato un campionato di rugby che, entro il 2006, ha 1.000 membri. "Alcuni dei miei colleghi maschi erano scettici ma abbiamo dimostrato che si sbagliavano", uno dei primi giocatori ha detto in un documentario sulle molestie e l'intimidazione subita il suo team. Nel 2007, quando le donne iraniane iniziato qualificazione per le Olimpiadi, un funzionario pubblico ha avvertito, "pene severe sarà riservato a coloro che non seguono le regole islamiche durante le competizioni sportive." Solo tre ha fatto a Pechino; Sara Khoshjamal Fekri, le donne iraniane la prima a qualificarsi nel taekwondo, è salito ai quarti di finale. Competizioni femminili internazionali in wushu , una forma cinese di arti marziali espositive, abitualmente vedere campioni iraniani. Anche se molte donne giocano a calcio, spesso competitivo, la squadra femminile nazionale è trattenuto da sotto-finanziamento, attrezzature poveri, e le restrizioni di genere che vietano allenatori di sesso maschile o formatori.
Lo Stato sta facendo del suo meglio per limitare le donne di sport, a volte per semplice molestie e, talvolta, burocraticamente, come ad esempio con una norma 2006, che uniti gli uomini e le amministrazioni dello sport delle donne, costringendo così maggior parte delle donne inferiore nell'organizzazione. Non è difficile capire perché, al di là della semplice abitudine di repressione, avrebbero fatto questo. Atletica leggera può essere un mezzo di empowerment, l'organizzazione e di affermare autostima.Le donne ha espresso queste stesse caratteristiche nel corso del 2009, quando hanno giocato un ruolo centrale e attivonella rivoluzione verde di quell'anno contro il regime. Mastering un'arte marziale giapponese, in particolare uno popolarmente associato impavidi guerrieri solitari, potrebbe contenere un certo fascino per le donne iraniane che hanno visto la loro lotta del governo per i decenni a indebolirli.Learning nunjutsu non ha intenzione di annullare dell'Iran restrizioni di genere medievale, naturalmente, ma invia un messaggio sulla loro inutilità.